L’evento

Con ‘il Rovo’ non solo si vuole fornire a residenti e turisti un’opportunità di partecipare ad un evento culturale innovativo, “infettarli” con il virus della letteratura e sensibilizzarli all’arte, ma si vuole anche fornire l’opportunità di vivere in modo diverso il Gargano. Non solo spiagge e sagre dunque, ma anche letteratura e arte, contribuiranno a far conoscere il territorio garganico anche al di fuori dei suoi confini.
All’interno di una scenografia ammaliante, quella del centro storico di Cagnano Varano veri e propri spazi che fungono da teatro urbano, accompagnati da musica dal vivo, e degustando prodotti tipici al fresco del caratteristico venticello vespertino del paese, gli spettatori potranno assistere alla lettura di racconti e versi che avranno come filo conduttore la letteratura.

L’Organizzazione.

L’organizzazione, tutta al femminile, composta da dieci donne, caparbie, coraggiose e capaci di scrollarsi di dosso la polvere dell’apatia dovuta a decenni di indolenza culturale, lotta da undici anni a questa parte, ora protetta dall’ala giovane di una nuova associazione, la Proloco di Cagnano Varano, per poter ottenere riconoscimento per il lavoro di inestimabile valore e di sensibilizzazione culturare, e richiamare l’attenzione di sponsor privati ed ufficiali, che possano permetterle di rendere più accattivante la partecipazione di un numero sempre maggiore di concorrenti.
Ad oggi, anche grazie al recente gemellaggio, con un evento di grande risonanza, come è il premio letterario abruzzese Il Tratturo Magno, giunto alla sua seconda edizione e sponsorizzato dall’Unesco, questa realtà impregnata del sudore delle sue creatrici, ha raggiunto luoghi e persone inimmaginabili e continua ad andare e ad andare fiero e a testa alta per la sua strada, lasciando nel territorio una scia di relazioni umane e culturali, senza precedenti, nate dai legami letterari del concorso.

La scelta del Rovo.

Il Rovo è una pianta che, tra le tante altre, caratterizza la vegetazione del paesaggio garganico. Si tratta di un’immagine nuova e prima di questo Concorso Nazionale di Letteratura, non sfruttata in altre occasioni, fresca ed inquietante allo stesso tempo. Trattandosi di una pianta sempreverde, il rovo non perde mai le foglie, al massimo le cambia, è dunque una pianta resistente che rievoca una delle caratteristiche dei garganici, un po’ spigolosi e caparbi, e richiama allo stesso tempo, con la sua tormentata sinuosità, le fiamme della passione letteraria. Non bisogna dimenticare, tuttavia, che proprio dai rovi più folti ed insidiosi nascono le more più dolci e più belle!

Perché un Concorso Letterario.

Primo Levi in “L’Altrui mestiere” dà una serie di motivazioni all’azione narrativa; sebbene non sempre l’autore abbia bene in mente il perché dell’atto narrativo, non risulta difficile elencare le motivazioni che lo spingono a scrivere. Egli scrive spesso per bisogno, ne sente la necessità, quasi fisiologica. Per questo motivo, fornire uno spunto di riflessione su tematiche inesplorate, si fa più necessario laddove mancano altri stimoli di questo tipo a promuovere la cultura e l’interesse per la letteratura.
Se si volesse continuare a parafrasare Primo Levi, si scrive anche per divertire e per divertirsi. Da troppo tempo ormai questa terra non presenta né l’una né l’altra variante di motivazione narrativa; non si scrive sul Gargano o troppo poco. E quel poco che si produce, non è conosciuto. Uno degli obiettivi di questa iniziativa è proprio rendere pubblica questa produzione artistica.

Perché il Racconto breve

La scelta del racconto breve è quasi obbligata nella creazione di letteratura di finzione legata al territorio garganico, che questo Concorso vuole incoraggiare. Se da una parte il racconto breve si basa sulla tradizione degli antichi exempla medievali, in cui si rispecchiano le “parabole” delle nonne garganiche, dall’altra rappresenta lo stile letterario perfetto per incarnare la volontà di rinnovamento letterario che caratterizza questo concorso. Breve o brevissimo, il racconto è percorso da uno stile che ne è essenza stessa e risulta tanto più efficace quanto moderno. È privazione più che spiegazione; il lettore di racconti brevi, infatti, cerca emozioni e non informazioni.
Ad eccezione della saggistica, la letteratura legata a questo territorio non si è mai rinnovata. Diamo una ventata di freschezza a questa terra!

Perché la Poesia

La poesia è il canto per eccellenza. Attraverso la poesia si sono cantate le gesta dei grandi, prima che venissero scritte, queste appartenevano alla tradizione orale e venivano tramandate di bocca in bocca perché non cadessero nell’oblio. I versi hanno sempre accompagnato la vita dell’uomo e l’hanno resa nobile, elevandola, rendendo così il suo viaggio avventuroso e indimenticabile. Quanti versi hanno narrato la storia più intima dell’umanità? Quanti l’hanno resa unica e irripetibile, affidandola all’armonia del verso, sciolto o baciato che fosse, breve o lungo?
Anche grazie alla poesia vogliamo far conoscere una terra che sente, che parla, che trasmette. Il Gargano da ricordare.

Perché l’attenzione verso Giovani e Ragazzi

Raccontare di sé, raccontare la propria realtà, è un’opportunità che va data anche ai giovani autori. Essi sono il futuro del mondo e la loro opinione, i loro pensieri sono degni della massima attenzione da parte del mondo adulto.

La sezione Legalità

Questa sezione nasce a partire da un tristissimo evento accaduto nel 2019 nel paese che dà i natali al Concorso il Rovo. A Cagnano Varano il 13 Aprile del 2019, durante un controllo ad un pericoloso pregiuticato, venne ferito mortalmente ed insignito della Medaglia d’oro al valore civile in memoria il 20 dicembre 2019, il Maresciallo Maggiore Vincenzo Carlo Di Gennaro. L’uccisione del compianto Maresciallo Maggiore Di Gennaro scosse tremendamente le coscienze e gli animi dei citaddini di Cagnano Varano, dell’intera provincia. Le organizzatrici di questo Concorso gli hanno voluto dedicare un’intera sezione, affinché il suo sacrificio consoli e sproni a perseguire la legalità, come abito, come modus vivendi per una convivenza civica.

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